martedì 14 marzo 2017

A chi mi conosce.

Questo è un post dedicato a chi, in modo e per motivazioni diverse, mi conosce: a chi, nell’arco di questi anni, ha avuto l’opportunità di parlarmi, in pubblico o in privato; a chi mi ha stretto la mano e si è seduto con me per parlare/mangiare/ridere/piangere/litigare; a chi mi ha dato un’opportunità, leggendo le mie fan fiction e/o i miei libri; a chi mi segue/seguiva online; a chi mi ha dato fiducia, confidandomi pensieri, segreti, idee e speranze; a chi mi vuole bene e me lo dimostra/me l’ha dimostrato come può e come sa; a chi mi ama, e non smette di ricordarmelo, soprattutto nei momenti in cui amarmi è più difficile; alla mia famiglia, che è al mio fianco anche quando non sono la persona migliore del mondo, anche quando non me lo merito.
Sono TREMENDAMENTE dispiaciuta per quello che, nel giro di 48 ore, è accaduto sulla mia pagina e sul mio profilo. Sono dispiaciuta per il veleno di cui siete stati vittime. Sono dispiaciuta per gli insulti che avete dovuto leggere, e in alcuni casi commentare. Sono dispiaciuta per il modo in cui ho gestito la situazione.
Avrei dovuto considerare anche l’altra parte di quella storia d’amore ‘autore-lettore’ di cui ho parlato spesso, e cioè voi. Avrei dovuto considerare voi, che mi date/mi avete dato affetto, supporto, amicizia, e amore. Avrei dovuto considerare voi, che mi date l’opportunità di fare il lavoro più bello del mondo. Avrei dovuto preoccuparmi di voi e di ciò che quelle 48 ore avrebbero potuto causare a voi. E non lo dico con un tono egoistico, per la serie “Oh, no. Ora cosa penseranno di me?”. Lo dico perché voi, a causa mia, siete stati vittime di qualcosa di orribile. Avrei dovuto considerare anche voi, invece ho considerato esclusivamente me stessa – il mio dolore, il mio benessere, la mia dignità – e “gli altri”. Quelli che non mi conoscono, e probabilmente non mi conosceranno mai. Quelli che mi hanno giudicata per una decina di parole, scegliendo di ignorare tutte le altre. Quelli che sono riusciti – e ciò, a mente fredda, mi fa malissimo – a trascinarmi in basso. Hanno trascinato me, e io ho trascinato voi. E per questo vi chiedo scusa.
Ho commesso l’errore di cercare il dialogo con “gli altri”. Ho commesso l’errore di reputarmi capace di fare in modo che le mie parole potessero spiegare, far capire. Ho fallito con loro (e non me ne meraviglio, visto l’incompatibilità che c’è e ci sarà tra me e “gli altri”) e ho fallito con voi. Probabilmente vi ho delusi. Probabilmente vi ho portati a pensare cose che non avrei mai voluto farvi pensare. Qualcuno me l’ha detto. Qualcuno ha preferito tacere.
Mi dispiace. Moltissimo. Più di quanto possiate immaginare. Più di quanto questo post possa in qualche modo spiegare.
I miei social sono sempre stati, per me, un luogo in cui condividere ciò in cui credo, ciò che amo, e anche ciò che odio. Ho scritto spesso cose che sono state condivise da molti, e ho scritto spesso cose che sono state “bocciate”. Mai, finora, ho scritto cose di cui mi sono pentita.
Mi pento tantissimo per ciò che avete letto. Per ciò che avete subito a causa mia. Per lo spettacolo di cui sono stata protagonista. Mi pento tantissimo per aver portato ‘in casa mia’ la feccia che ha macchiato anche voi.
Forse per qualcuno questo post sarà “too little, too late”. Non mi aspetto un perdono da parte dei delusi. Non mi aspetto comprensione, o compassione. Ho scritto questo post perché lo devo a voi, e anche perché lo devo a me stessa. Perché in questi giorni ho portato un peso addosso, e solo ora sono riuscita a identificarne la natura. Perché ho bisogno ogni mattina di guardarmi allo specchio, e ogni sera di andare a letto serena, e sapere di aver deluso voi è ciò che aggiunge vergogna e sconforto alla desolazione di cui ho già parlato. E perché voglio sentirmi libera: di riattivare messaggi e post su Facebook, di rendere nuovamente pubblico il mio profilo Twitter, e di tornare a condividere una parte di me con chi me ne darà l’opportunità.
Mi dispiace davvero tanto. Davvero davvero davvero davvero davvero.
Grazie per essere giunti fino a qui. Grazie a tutte le parole di incoraggiamento e supporto che ho ricevuto. Grazie a chi mi è stato accanto. Grazie.

venerdì 13 gennaio 2017

Lettori "speciali", grazie.

Ciao a tutti.

Come ben sapete, questo è l'ultimo giorno utile per acquistare l'edizione speciale de L'amore di Audrey.
Salvo imprevisti, entro la fine di questo mese riceverò le copie dalla stamperia e ve le spedirò, seguendo le indicazioni che ciascuno di voi ha fornito al momento del pagamento. A tal proposito, se avete appunti o info aggiuntive da segnalare in merito alla dedica e/o all'indirizzo di spedizione, vi invito a farlo via e-mail, ad alessiaessescrive@gmail.com.

Ne ho già parlato, anche su questo blog, ma preferisco come al solito ripetermi: L'amore di Audrey sarà l'ultima edizione "speciale" dei miei libri. La versione cartacea dei miei prossimi romanzi sarà disponibile solo su Amazon.

Voglio dire GRAZIE a tutti coloro che dal 2012 hanno acquistato un mio libro direttamente da me. Grazie per la fiducia che mi avete dimostrato, per aver prenotato con anticipo, per aver regalato le mie storie alla vostra famiglia e ai vostri amici, e per aver aver avuto pazienza nonostante i ritardi miei e di Poste Italiane. Nel corso di questi anni, le versioni "speciali" sono state per me un'occasione utile per conoscere tante persone che altrimenti non avrei conosciuto, e per regalare qualcosa a chi me ne ha dato l'opportunità.

Prima con Lilac, poi con le ragazze di New York, la creazione di queste versioni mi ha permesso di crescere sia da un punto di vista creativo che professionale. A volte è stato stressante, ma nel complesso posso dirmi più che soddisfatta per i risultati di questa iniziativa. Mi auguro che sia stato così anche per voi.

L'edizione speciale de L'amore di Audrey è disponibile fino alle 23:59 di oggi, a questo link. Vi arriverà a casa con un autografo, una dedica personalizzata, un segnalibro, un contenuto extra che non troverete nelle altre edizioni (se avete letto gli altri libri della serie, questo contenuto extra vi piacerà da morire), e un vagone carico di riconoscenza da parte di un'autrice che vi vuole bene.

Da domani il link non sarà più attivo, e di conseguenza non sarà più possibile acquistare. Farò anche stavolta un solo ordine alla stamperia, sulla base delle copie acquistate fino alle 23:59.

Grazie a chi ha già acquistato. Grazie a chi lo farà entro stasera.
A tutti gli altri fan del cartaceo: non temete, la versione su Amazon sta arrivando.

Buona giornata e buon fine settimana,
Ale

giovedì 5 gennaio 2017

La mia pizza + Un'offerta valida solo per oggi e domani

Ciao a tutti!

Ho scritto questo post prima di partire, e lo troverete come regalo per la Befana. Siccome non ricordo mai se la Befana si celebra il 5 o il 6 gennaio (giuro, è la verità; ho 33 anni e non so queste cose... dovrei vergognarmi, e lo faccio, credetemi), per sicurezza lo programmerò per il 5.

Il post consiste in due parti, e la prima riguarda uno dei miei amori più grandi: LA PIZZA.

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Quando ho fatto l'esperimento "Pizza surgelata", è venuto fuori che molti la preferiscono a quella tradizionale sia per una faccenda di gusti, che di moneta. Dalle mie parti, una Margherita in pizzeria costa al massimo 3 euro, ma so che in altri posti i prezzi non sono così bassi, e una serata a base di pizza per tutta la famiglia può diventare per alcuni una spesa improponibile.

Un'alternativa alla pizza surgelata - che sa oggettivamente di cartone, punto - e alla pizza della pizzeria, può essere la pizza fatta in casa. Nella teglia. Nel forno della cucina di casa vostra.
Io la faccio spesso, e vi assicuro che è A. molto economica, B. molto facile da preparare e C. moltomoltomolto buona.

Per fare una buona pizza in casa, dovete considerare tre questioni:
- la lievitazione
- il forno e la teglia
- gli ingredienti

LA LIEVITAZIONE
Quando vi avvicinate alla preparazione della pizza, la prima cosa di cui avete bisogno è la risposta alla domanda "Dove voglio che lieviti, la pizza: fuori dal mio stomaco, o dentro?" A seconda della risposta, sceglierete un diverso quantitativo di lievito. Usare più lievito nella farina riduce i tempi della lievitazione, ma può farvi correre il rischio che la pizza non sia digeribile. Usare poco lievito fa allungare i tempi di preparazione, ma così facendo la pizza sarà più digeribile.

IL FORNO E LA TEGLIA
Che sia elettrico o a gas, ventilato o termoventilato, piccolo o grande, il forno per la pizza deve essere ben funzionante. Solo così otterrete una pizza cotta uniformemente e velocemente. La forma della teglia non è importante: rettangolare, rotonda o quadrata... scegliete quella che vi piace, l'importante è che il bordo della teglia non sia alto.

GLI INGREDIENTI
Ogni pizzaiolo che si rispetti ha la sua ricetta. Farina, lievito, acqua e sale: ognuno varia le quantità e le tipologie, specialmente per quanto riguarda le farine. Molti usano una miscela di tre o quattro farine, tra cui quella integrale. In alcuni casi, variare permette di ottenere una pizza più leggera e, di nuovo, più digeribile. Io uso soltanto un tipo di farina, ma voi siete liberi di sperimentare all'infinito, per creare la pizza fatta in casa migliore per il vostro palato.

Detto questo, passiamo alla ricetta vera e propria per la mia pizza Margherita fatta in casa.

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INGREDIENTI 
(per una pizza grande quanto quella della pizzeria)

- 280 gr di farina di tipo 0. Io uso quella Barilla, ideale per pizze, pane e focaccia. (Barilla di recente ha fatto un "Kit per la pizza" che contiene farina autolievitante, polpa di pomodoro condita con origano e carta forno: io non parlo di quella farina. Parlo della confezione da 1 kg di farina di grano tenero). La confezione di un kg farina Barilla ideale per la pizza costa € 1.
- 200 ml di acqua. L'acqua necessaria per l'impasto della pizza è oggetto di dibattito da circa seimila miliardi di secoli. C'è chi fa un impasto 'secco', usando il 60% di acqua rispetto al peso della farina, e chi fa un impasto 'liquido', usando anche più dell'80%. Io non vado oltre il 70%. Il cloro contenuto nell'acqua del rubinetto, può incidere sulla lievitazione. C'è chi usa l'acqua in bottiglia, per evitare di correre rischi. Io uso quella del rubinetto di casa, fredda. Dalle mie parti c'è poco cloro, e l'acqua non è molto dura. Giuro.
- un pizzico di sale fino
- 0,5 gr di lievito fresco. Si tratta del lievito che si vende a cubetti, lo trovate nel banco frigo di qualsiasi supermercato. Per la mia ricetta, che prevede una lunga lievitazione, ne basta meno di un grammo. Aprite il cubetto, e col coltello tagliatene un angolino grande meno di un'unghia: è più che sufficiente per 280 gr di farina. Il lievito rimanente (di solito si vende in una confezione da due cubetti) potete conservarlo in frigo per qualche giorno, oppure congelarlo fino a tre mesi, ed utilizzarlo per altre pizze. Due cubetti di lievito costano € 0,20.
- 250 ml di passata di pomodoro. Io uso la passata in bottiglia, oppure frullo i pelati. Non la faccio cuocere, prima di metterla sulla pizza, ma le scuole di pensiero sono molteplici. Una bottiglia di passata di pomodoro utile per 3 pizze (o per una pizza e per le polpette del giorno dopo... fate voi) costa € 0,60.
- 100 gr di mozzarella. A casa mia circolano parecchi bocconcini di mozzarella. W la Campania. W i migliori caseifici del mondo. W le bufale. Ma torniamo a noi. Quando finiamo per non mangiarli tutti, e decido di fare la pizza, uso due bocconcini per ogni teglia, tagliandoli a cubetti o a fette rotonde. Se vivete in un posto dove non c'è un caseificio e non potete approfittare dei latticini freschi, prendete un fiordilatte al supermercato, al banco dei salumi. Non usate quella roba "filante" che trovate nel banco frigo, ve lo chiedo per amore della pace. Non rovinate la pizza in quel modo. Si vive una volta sola: sulla pizza non si può mettere certa roba. 2 bocconcini di mozzarella costano € 1,20.
- olio d'oliva
- origano, oppure basilico


PROCEDIMENTO

- Prendete il lievito e fatelo sciogliere bene in 100 ml di acqua. Negli altri 100 ml, invece, fate sciogliere il sale. Evitate di mettere lievito e sale nella stessa acqua. Il sale inibisce l'effetto del lievito, e va messo il più tardi possibile nell'impasto.
- Sistemate in una ciotola piuttosto capiente la farina setacciata, e su di essa versate l'acqua che contiene il lievito sciolto. Iniziate ad amalgamare con le mani. Sì, vi sporcherete. Sì, è normale. No, non usate un cucchiaio per amalgamare. No, neppure una forchetta. Pizza = Mani.
- Dopo 30 secondi di farina+acqua col lievito, aggiungete anche l'acqua col sale. Continuate ad amalgamare, fino a che non otterrete un impasto omogeneo, lucido, sodo. Per agevolare l'impasto, potete trasferirvi su una spianatoia di legno, e lavorare l'impasto con due mani. Se avete usato troppa acqua, infarinate le vostre mani e impastate fino ad asciugare la palla di pasta. Procedete per gradi, con calma, e impastate per 2 o 3 minuti.
- Alla fine di questa fase, avrete una palla di pasta compatta, rotonda, liscia, bella.
- Prendete la palla, e riponetela nella ciotola capiente di prima. L'impasto crescerà, fino anche a raddoppiare le sue dimensioni, quindi scegliete un recipiente adatto.
- Avvolgete il recipiente nella pellicola trasparente, facendo attenzione a sigillarlo bene. Riponetelo in un luogo in cui la temperatura non supera i 15°C-20°C, e lasciatelo lì per 24 ore. Sì, 24. Sì, per mangiare la pizza domani, dovete impastarla oggi. Fidatevi di me. (A qualcuno piace colpire con i pugni l'impasto dopo circa 12 ore. Per ravvivarlo, dicono, o per controllarne la giusta consistenza. Io sono contro la violenza gratuita contro la pizza, quindi il mio impasto lo lascio tranquillo per un giorno intero. Ogni tanto vado a sbirciarlo per dirgli che gli voglio bene e che sono felice che stia crescendo perfettamente, ma non faccio altro.)
- Alla fine delle 24 ore (o 23, o 25, o 20, o 30: non casca il mondo se sforate di poco, promesso), avrete un impasto diverso da quello del giorno prima. Più soffice, più morbido, più elastico, più gonfio. Togliete la pellicola dal recipiente, e trasferite l'impasto sulla teglia per la pizza. Anche qui, le scuole di pensiero sono molteplici: c'è chi unge la teglia, c'è chi usa la farina, e c'è anche chi stende la pizza sulla carta forno. Gli ultimi sono miscredenti, fidatevi ancora una volta di me. In ogni caso, dopo aver sistemato l'impasto nella teglia infarinata o unta, iniziate a lavorare la pasta con le mani, per allargarla e farle raggiungere ogni punto della teglia. Non preoccupatevi se l'impasto non sembra sufficientemente elastico. Non temete di aver impastato poca farina. Per una teglia rotonda dal diametro di 24 cm (quella che io uso per una singola pizza), questo impasto è perfetto. Per aiutare il processo, infarinate o ungete le mani. (Se avete unto la teglia, usate l'olio; se avete scelto la farina, infarinate le mani. Non incrociate le scelte, o imprecherete.)
- Dopo aver steso la pizza nella teglia - anche se non tocca ancora tutti i bordi - riponete la teglia nel forno spento per 30 minuti. L'impasto riposerà, diventerà ancora più elastico, e voi avrete tempo e modo di preparare gli ingredienti da mettere sulla pizza. Per la margherita, io verso la passata in una ciotola, la condisco con poco sale e origano, e affetto la mozzarella.
- Dopo 30 minuti, vi accorgerete che la pizza è diventata ancora più malleabile. Stendetela nella teglia fino a coprire ogni bordo, qualora non ci siate riusciti prima.
- Accendete il forno a 220 °C. Quando metterete la teglia nel forno, questo dovrà essere già caldo.
- Stendete la passata sulla pizza. Aggiungete la mozzarella. Condite con un filo d'olio d'oliva. (Questa fase del procedimento è molto arbitraria, dal momento che ognuno mette quello che vuole sulla pizza. Io amo la Margherita, magari qualcuno preferisce salsiccia e Gorgonzola, o prosciutto e mozzarella. Divertitevi, fate come vi pare. Evitate l'ananas, sempre per amore della pace.)
- Dopo aver condito la pizza, infornatela e lasciate cuocere per almeno 10 minuti. Quando il bordo è dorato, il centro è cotto e la mozzarella è sciolta, allora la pizza è pronta.

Considerando il tempo necessario all'impasto e alla preparazione, l'elettricità utilizzata, l'acqua e la forza fisica utile per impastare, penso di poter dire che il costo totale della mia pizza non supera i 2,50 euro. Il prezzo degli ingredienti varia da città a città, chiaramente, ma la pizza fatta in casa è ovunque più economica di quella presa in pizzeria. C'è da lavorare un po' con le mani, certo, e la lenta lievitazione potrebbe far desistere qualcuno, ma vi assicuro che preparare così la pizza è facile e veloce. Ci vogliono al massimo 10 minuti per impastarla, e meno di 1 ora per stenderla e cuocerla. Lasciate l'impasto a lievitare mentre siete all'università, oppure a lavoro, e approfittate del lavoro in cucina per fare qualcosa con vostra moglie o con i vostri figli. Preparare la pizza è una festa.

Detto questo, alcuni appunti finali:
1. evitate il lievito in polvere, o le farine autolievitanti
2. se usate una planetaria per impastare, fate andare le fruste lentamente, fino a quando l'impasto si staccherà dalle pareti
3. sia che impastiate a mano, sia che usiate una macchina: non riscaldate troppo l'impasto impastando a lungo
4. la pizza cotta nel forno di casa tende ad essere più croccante di quella acquistata in pizzeria. Tenete d'occhio la cottura, onde evitare che diventi ancora più croccante del necessario.
5. le quantità di questa ricetta permettono di ottenere la pizza per una sola persona. Se siete in 2, o 5, non dovete fare altro che moltiplicare le quantità. I tempi di lievitazione non cambiano.
6. se non avete a disposizione 24 ore di tempo per far lievitare l'impasto, aumentate la dose di lievito. Tenete a mente questo, però: una pizza che si rispetti deve lievitare almeno 12-15 ore. Se lievita poco fuori dal vostro stomaco, è più probabile che la pizza lieviterà nel vostro stomaco.

***

Aggiornamento del 6 gennaio, ore 12:38

Le ultime tre copie di Il Desiderio Di Violet sono state vendute.
Le ultime tre copie di Le Notti Di Seth sono state vendute.

La seconda parte di questo post, riguarda un'offerta valida solo per oggi e domani (sempre perché non ricordo mai quand'è festa).

Mi restano solo 3 copie de IL DESIDERIO DI VIOLET (Nel Cuore di New York #0.5) e de LE NOTTI DI SETH (Nel Cuore di New York #3), e per oggi e domani potrete acquistarle ad un prezzo scontato fino al 30%.
Il desiderio di Violet è la novella che dà il via alla mia serie romance. Questa edizione è uguale, in formato, alle altre "speciali".
Le notti di Seth, invece, è uno dei 4 romanzi che compongono la serie. Questa edizione include un segnalibro e un capitolo extra che riguarda Audrey, la protagonista de L'amore di Audrey.

Per leggere la trama dei libri, cliccate qui.

Queste 3 copie sono le ultime in mio possesso. Entrambe vi arriveranno a casa con una dedica e un autografo, e saranno spedite da Poste Italiane con l'opzione 'piego di libri ordinario'.

I prezzi sono comprensivi dell'imballaggio e delle spese di spedizione. Qualora acquistiate entrambi i libri, potete approfittare di un ulteriore sconto.

Il modulo per l'acquisto è qui sotto. Se avete dubbi o domande, vi invito a scrivere ad alessiaessescrive@gmail.com. Adele vi assisterà.

L'offerta terminerà il 6 gennaio alle 22:30. Grazie a chi parteciperà!

lunedì 19 dicembre 2016

TRE COSE

Ciao a tutti, e buon inizio di settimana!

È lunedì, molti di voi saranno già in modalità Regali Da Fare, Parenti Da Salutare, Pandoro Da Mangiare, quindi questo post sarà breve, promesso. Non voglio portarvi via molto tempo.

Come da titolo, ho 3 cose di cui parlare.

1. GRAZIE
L'amore di Audrey sta per compiere la sua prima settimana di vita, e non avrei potuto chiedere di meglio, in termini di vendite e commenti. Grazie a chi sta acquistando il mio libro, e grazie a chi mi fa sapere cosa ne pensa.
Condividere una storia mi dà sempre euforia ed agitazione. Leggere o ascoltare i vostri pensieri mi fa sentire più nerd che autrice, e questo mi piace tantissimo. Grazie per la risposta giunta in questi primi giorni.
Se non l'avete ancora fatto, vi invito a lasciare una recensione online, su Amazon oppure su Kobo. Si tratta di un regalo dal valore inestimabile, sia per me che per gli altri lettori. E se non siete di quelli che lasciano recensioni, grazie lo stesso. Vi voglio bene davvero.

L'AMORE DI AUDREY 

Vi ricordo, inoltre, che fino al 31/12:
- trovate tutti i libri della serie Nel cuore di New York ad un prezzo scontato; approfittatene, se non avete ancora letto le storie di Violet, Laura, Thea e Seth.
- potete partecipare ad un giveaway sul canale YouTube di Libri da Favola: in palio ci sono L'amore di Audrey, Perfetto e La tentazione di Laura.


2. ALE, DOV'È IL CARTACEO?
Come ho detto nelle scorse settimane, L'amore di Audrey avrà due edizioni cartacee:
- una, cosiddetta 'speciale, potete acquistarla da me fino al 13/01. La copertina sarà identica a quella del'e-book, e il formato sarà un 15x21. Vi arriverà a casa con una dedica personalizzata, un segnalibro e un contenuto extra che non troverete nell'e-book. (In futuro non ci saranno più copie 'speciali' dei miei libri; se ci tenete ad avere una dedica personalizzata, non fatevi sfuggire questa occasione.)
- un'altra edizione cartacea, invece, sarà disponibile su Amazon, BookDepository, InMondadori, e tanti altri store online. La copertina sarà diversa da quella dell'e-book, e il formato sarà un 13x20.
In entrambi i casi, il cartaceo sarà disponibile nella seconda metà di gennaio.


3. UNA PAUSA
Ne ho parlato qui e là online, ma voglio usare questo post per fare chiarezza.
Ad eccezione della vita privata e delle soddisfazioni derivanti dal mio lavoro, il 2016 è stato a dir poco traumatico. Se fosse un'emoji, il mio 2016 sarebbe un'emoji della cacca abbracciata all'emoji che sorride a testa in giù. So di non essere la sola che ha avuto problemi con questo anno, e ciò in un certo senso ciò mi rincuora (mal comune, blablabla), ma arrivata ad oggi sento il bisogno fisico e psicologico di prendermi una pausa. Devo ricaricarmi, rilassarmi, e cercare di ritrovare l'equilibrio che lo tsunami di cacca targato 2016 ha portato via.
Per fare questo, devo lasciare Internet. Più che devo, in verità, stavolta il mio è un voglio. Amo Internet, lo sapete, ma negli ultimi tempi è una fonte di stress, brutte notizie, e veleno di cui davvero non ho alcun bisogno.
A partire da venerdì 23, fino alla fine di gennaio, affiderò la gestione della mia pagina Facebook e del mio indirizzo di posta - alessiaessescrive@gmail.com - ad una mia amica di nome Adele. Adele vive a Milano, ha 36 anni, è milanista (poverina), e come me è una fan della barba di Jamie Dornan. Non è la mia assistente (non ho abbastanza soldi per permettermene una), ma è l'unica persona al mondo a cui posso lasciare le mie password: fidatevi di lei come vi fidereste di me.
Twitter continuerò a gestirlo personalmente, ma ci sentiremo meno che in passato. Da venerdì, infatti, cancellerò ogni app 'social' dallo smartphone, incluso Telegram, Whatsapp e simili.
Se avete bisogno di comunicare con me per qualcosa di urgente, soprattutto per quanto riguarda le copie 'speciali', fatelo entro venerdì.
Da febbraio in poi, a seconda del livello di cacca ancora rimanente, deciderò se interrompere o meno la pausa.
Mi auguro che tutti voi - amici, lettori, conoscenti, familiari - possiate capire questo temporaneo addio. Ho davvero bisogno di sparire per un po'.
A chi viene qui solo perché è interessato ai miei libri: sparire non vuol dire smettere di scrivere. Non potrei mai smettere, la scrittura è una delle poche cose che ha reso bello il mio 2016, e i neuroni non smettono mai di lavorare. Non so quando pubblicherò di nuovo, ma lo farò.
A tal proposito, vi lascio un indizio in merito ad una delle prossime storie che leggerete.

(Sì, Josh è *quel* Josh.)

Vi auguro di passare un periodo natalizio pieno di sorrisi, momenti felici e belle persone. Vi auguro di trovare la forza necessaria per affrontare i parenti più idioti (li abbiamo tutti) e per ripartire dall'1 gennaio con grinta e determinazione. Mai come quest'anno, credo che queste parole siano per tutti ricche di significato. Vi auguro anche di scoprire storie meravigliose. Libri, fumetti, film e serie tv: non fatevi mai mancare Le Storie Meravigliose.

Noi ci sentiamo fino a venerdì. E poi, boh.

Un abbraccio,
Ale

Avete acquistato o volete acquistare una copia tracciabile de L'amore di Audrey? Leggete qui, per favore.

Odio le brutte sorprese, soprattutto quando riguardano i miei libri, e di conseguenza i miei lettori.