giovedì 27 aprile 2017

COME L'ULTIMO RIGORE - Copie per i blogger

Ciao a tutti!
Torno a scrivere, stavolta un post diretto ai blogger.
Se avete un blog letterario, e volete dare un'opportunità a me e a Come l'ultimo rigore, potete inviare una richiesta di lettura compilando questo modulo entro il 15 maggio.
Valuterò ogni richiesta personalmente, considerando la longevità e l'attività del blog.

Grazie fin da ora a chi invierà una richiesta.

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(Se non sapete di cosa sto parlando, date un'occhiata al post qui sotto. Come l'ultimo rigore è il mio prossimo libro!)

martedì 25 aprile 2017

COME L'ULTIMO RIGORE - Copertina, sinossi e data di pubblicazione

Ciao a tutti!
Mi auguro che la primavera vi stia trattando bene, e che nelle vostre case non manchi una bella dose settimanale di pizza. (Per quelli che vogliono cimentarsi con la pizza fatta in casa, qui c'è la mia ricetta.)

Il titolo di questo post è decisamente esplicativo, dunque bando alle ciance e passo a mostrarvi la copertina del mio prossimo libro.




Per questa copertina ho pensato fin dall'inizio ai toni pastello. Li adoro, e penso che queste tonalità rispecchino perfettamente l'atmosfera della storia.
(Ammesso che una storia possa avere un'atmosfera legata a dei colori.)
(Per me ce l'ha.)

Di seguito, invece, trovate la trama di Come l'ultimo rigore:

Quando Viola Costa e Lorenzo Ragone hanno diciassette anni, sono convinti che il loro amore sia più forte di tutto. Lei vorrebbe diventare una giornalista sportiva. Lui è un calciatore forte e brillante. S’innamorano sui banchi di scuola, senza sapere che il primo amore è sì il più dolce, ma anche il più vulnerabile. La fine della loro storia li segna entrambi, separandoli e rovinando la loro amicizia.
Oggi, Viola e Lorenzo non potrebbero essere più distanti. Lei, un’affermata giornalista, vive e lavora a Milano. Lui, invece, vive a Pontenero, il luogo in cui è nato il loro amore.
È lì che Viola è diretta per trascorrere un mese di vacanza, ed è lì che – nonostante l’iniziale rifiuto – riallaccerà i rapporti con Lorenzo.
 
In un viaggio tra presente e passato, i due giovani, ormai adulti, avranno la possibilità di ripercorrere la loro storia, e di fare i conti con gli sbagli, i rimpianti, le opportunità mancate. E con una scintilla che forse non si è mai spenta.


COME L'ULTIMO RIGORE sarà disponibile in e-book su Amazon e Kobo, e in formato cartaceo (7 giorni dopo la pubblicazione dell'e-book) su Amazon, inMondadori, Feltrinelli, e altri store online.
Ne ho già parlato mesi fa, dopo l'uscita de L'amore di Audrey, ma lo ripeto anche qui: questo libro non avrà una versione 'speciale'. (Per intenderci: non sarà possibile acquistare le copie cartacee direttamente da me.)

Potrete leggere COME L'ULTIMO RIGORE a partire dal 30 maggio. (Manca pochissimo!!!)
Se volete, potete preordinare il libro fin da adesso; l'e-book arriverà a mezzanotte del 30/05 sul vostro Kindle/Kobo, e solo allora pagherete il prezzo di vendita.
Come l'ultimo rigore costerà 3,99 euro. Chi preordina, pagherà solo 2,99 euro. Vi consiglio di approfittarne, quindi ;)

Qui trovate il prologo del romanzo.
Qui potete aggiungere Come l'ultimo rigore alle cose da leggere su Goodreads.
Ecco, invece, i link per prenotare l'e-book su Amazon e su Kobo.

Grazie per essere arrivati fino a qui. Non vedo l'ora di farvi leggere la storia di Viola e Lorenzo. Si tratta di un viaggio molto speciale, ve lo garantisco.

Alla prossima,
Ale

giovedì 13 aprile 2017

COME L'ULTIMO RIGORE - Prologo

Il titolo del mio prossimo libro è

COME L'ULTIMO RIGORE

Ho parlato di questa storia nel mio ultimo post, e oggi - oltre ad annunciare il titolo - voglio farvi leggere l'inizio*. Buona lettura!

Uno dei miei migliori amici diceva che se una cosa può accadere fuori dal campo, nella vita di tutti i giorni, allora può accadere anche in campo, durante una partita di calcio.
A volte studi duramente per superare un esame, ma il professore è uno di quelli tosti, e non riesci a ottenere neppure un 18. Allo stesso modo, in campo, puoi trovarti di fronte ad un portiere talmente in gamba che neppure il numero 9, dopo essersi lasciato tutta la difesa alle spalle, riesce a segnare. In entrambi i casi parliamo di errori, ingiustizie, o più semplicemente di cattiva sorte.
La verità è che il risultato finale, nella vita di tutti i giorni così come nel calcio, non è altro che il frutto di tanti piccoli momenti che dettano i tempi e l’esito dell’evento principale. Momenti invisibili, di cui spesso ci rendiamo conto soltanto dopo, a mente fredda. Ripensare a ciò che è accaduto, ipotizzando scenari diversi a seconda di quello che faremmo o diremmo se ne avessimo la possibilità, è inutile, eppure inevitabile.
Se avessi saputo che il professore mi avrebbe interrogato sul terzultimo capitolo, avrei studiato di più. Se il gol di Shevchenko al 29’ non fosse stato annullato, avremmo chiuso il primo tempo con quattro gol di vantaggio, invece di tre.
Quando le cose vanno male, dopo la sorpresa, il dolore e la rabbia c’è sempre la fase in cui desideri una nuova chance. Per vendicarti, per riprenderti quello che ti è stato tolto, o per ricominciare. Ma non sempre accade. Non sempre è tutto facile come con un esame andato male, per il quale esisterà sempre un altro appello, o come con una partita persa, per la quale esisterà sempre una gara di ritorno.
Per certe partite non esiste rivincita, e per certi errori, nella vita di tutti i giorni, non esiste un rimedio. 
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Grazie per essere giunti fino a qui.
Se volete potete già aggiungere Come l'ultimo rigore alle cose da leggere su Goodreads. Nelle prossime settimane posterò altri piccoli estratti, e non appena possibile vi mostrerò la copertina (è moltomoltomolto carina, giuro) e vi dirò la data di pubblicazione (è moltomoltomolto vicina, giuro).

Nel frattempo, grazie anche per la risposta giunta a questo nuovo libro. Non vedo l'ora di farvi conoscere Viola e Lorenzo.

Buone feste di Pasqua, belle persone. E se non festeggiate, approfittate comunque dei giorni di vacanza per riposare. O per leggere un libro. O per guardare Stranger Things. Ci siamo capiti.

Alla prossima!
Ale
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*nella versione finale del libro potrebbero apparire delle modifiche

venerdì 7 aprile 2017

Il mio prossimo libro

Ogni mio nuovo libro parte da un’idea (E se il mondo fosse popolato solo da donne? Lui è sposato, ma lei non lo sa: che succede quando si incontrano e passano la notte assieme? Lei è all'apice del successo, ma ha un segreto che può mettere a repentaglio tutto: che fa quando si innamora?) e dal desiderio di conoscere qualcosa che non so (Come funziona l’apicoltura? Come vive una babysitter a NY? Com'è la vita dei fashion blogger?).

Ogni volta, la storia e i personaggi mi permettono di esplorare mondi e argomenti lontani da me, sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista culturale, morale, psicologico. Anche per queste ragioni, ogni libro per me rappresenta una sfida. Riuscirò a scrivere una distopia? Riuscirò a raccontare la storia d’amore tra un gay e un bisex con rispetto?
In questi anni, ho affrontato nove sfide. Non so se agli occhi dei miei lettori le ho vinte tutte, ma so di aver dato il massimo in ogni circostanza.
Alla base del libro che sto scrivendo ora (la sfida numero 10, per quelli che amano i numeri) ci sono due idee.
La prima è arrivata mentre scrivevo Segreto. In quel libro, ad un certo punto, il Capitano parla con Lilac in quello che oggi è lo Stadio Olimpico di Roma. Nella prima bozza, il Capitano usava una metafora calcistica molto bella, citando il ruolo che ha il portiere in una squadra di calcio.
Alla fine ho dovuto tagliare quella parte – il dialogo era troppo lungo, e la metafora, per quanto bella, rallentava il capitolo – ma subito dopo aver pubblicato Segreto mi sono chiesta: ‘Perché non scrivere una storia che ha a che fare col calcio? Sarei capace di creare un libro di questo tipo?’. Così ho fatto ciò che faccio di solito quando arriva un’idea: ho iniziato a prendere appunti. Il chi, il dove e il perché non mi erano ancora chiari, ma il cosa (il calcio) era definito.

[Se mi conoscete, sapete che seguo il calcio fin da quando sono piccola. Se sei l’unica bambina in un gruppo di maschi, è inevitabile che prima o poi tu faccia parte di una squadra di calcio, nelle partite giocate in strada, o nei cortili. (Ho quasi 34 anni; giocare in strada col pallone era l'abc della mia infanzia.) Oggi lo seguo religiosamente, tifando e arrabbiandomi molto (chi segue il calcio lo sa: la sofferenza fa parte del pacchetto).]

La seconda idea alla base di questo libro – la scintilla che in poche ore mi ha dato anche il chi, il dove e il perché – è giunta un paio di anni fa, mentre pensavo alla storia di Audrey. “È possibile,” mi sono chiesta, “che un amore nato in giovane età duri per sempre?” Il mondo è pieno di storie (reali e di fantasia) di persone che s’incontrano quando sono ragazzi e vivono insieme per il resto della loro vita. Io ho sempre guardato con diffidenza e scetticismo a quelle storie (soprattutto a quelle reali), perché per me è moltomoltomolto difficile che un amore nato quando sei giovane, inesperto e immaturo possa durare per sempre. Accade, ne sono consapevole, ma credo sia una cosa difficile e rara, almeno per come io intendo l’amore.
Con L’amore di Audrey, ho affrontato in un certo senso la questione, ma mentre scrivevo quel libro, il neurone vagabondo ha iniziato a pensare ‘E se le cose non fossero così semplici? Se l’amore nato tra due giovani finisse per cause di forza maggiore, e non perché loro sono inesperti e immaturi? E se la vita ti mettesse di fronte all’opportunità di ricominciare? E se potessi fare un viaggio nel passato e capire cosa hai sbagliato, cosa è andato storto?’
Quando mi sono posta queste domande, nel giro di un pomeriggio la storia si è materializzata nella mia mente. I personaggi, i luoghi, le scene, l’inizio, la fine: è stato tutto immediato, e in quel momento mi sono detta ‘Ok, è ora di aprire Word’.

Questo libro rappresenta per me una sfida sotto molteplici aspetti. In questa storia si parla di calcio, e il mio obiettivo è quello di raccontare questo sport sia per chi lo ama e lo segue come faccio io (FORZA LAZIO), sia per chi lo detesta, oppure semplicemente lo ignora. Un’altra sfida è legata a uno dei protagonisti della storia, e cioè l’amore. Stavolta, infatti, parlerò dell’amore in un modo nuovo (per me), e non vi nego che questo viaggio è stato molto intenso. Uno dei motivi per cui scrivo è che le parole e i personaggi mi aiutano a vedere il mondo con occhi diversi dai miei, e questa esperienza mi ha insegnato molto. Anche stavolta ho esplorato mondi lontani da quello in cui vivo e penso, ed è stato bellissimo. Posso solo augurarmi che sarà così anche per voi.

Un’altra sfida – la più complessa, forse – è di natura tecnica, poiché per scrivere questo romanzo ho dovuto usare un 'sistema' diverso rispetto al solito, che in fase iniziale mi ha spiazzata. (So di essere criptica, ma per ora non posso dirvi di più. Quando leggerete il libro capirete di cosa parlo, promesso.)

Ogni mio libro nasce da un’idea (in questo caso due) e dal desiderio di conoscere qualcosa che non so. Con questo romanzo, il ‘qualcosa che non so’ copre argomenti seri a cui tengo molto (di uno avrei voluto parlare sempre in Segreto, ma non l’ho fatto), e argomenti di cui non sapevo letteralmente nulla e per i quali ho fatto ricerche approfondite.
Ero convinta che L’amore di Audrey fosse il mio libro più difficile da scrivere, ma la verità è che non avevo ancora iniziato a scrivere questo. Da un punto di vista tecnico, spirituale, fisico e psicologico, questa storia mi sta distruggendo come nessun’altra prima d’ora. E va bene così, perché amo il mio lavoro, e amo questo aspetto della scrittura.

So che questo post non va a fondo. In alcuni punti è decisamente criptico, e chi si aspettava un titolo, una trama, una data di pubblicazione sarà probabilmente deluso. Per ora non posso dirvi altro. Non appena avrò tutte le informazioni ‘succose’, ve le comunicherò.

Qualcosina posso dirla, però. Per chi mi segue sui social, certe cose saranno delle ripetizioni.
 La protagonista femminile si chiama Viola.
- Il protagonista maschile si chiama Lorenzo.
- Una partita di calcio (di cui non posso dirvi nulla) e una canzone (questa) avranno un ruolo molto importante per Viola e Lorenzo.
- La storia è ambientata in Italia, precisamente a Pontenero. Sì, lo stesso Pontenero (un luogo di fantasia) di cui avete letto nella mia trilogia distopica. No, non dovete aver letto quei libri per leggere questo. (Ma chi li ha letti sorriderà in più di un’occasione.)
- Questo sarà un libro lungo. Almeno quanto L’amore di Audrey, se non di più.
- Tra le canzoni che mi hanno ispirata MOLTO prima di scrivere e durante la scrittura, ci sono Nessun posto è casa mia, Resta con me, Here with me, Oronero, All I want, If I ever feel better, Dimentica, La canzone che scrivo per te e I want to hold your hand.
Questo libro non ha nulla a che vedere con le cose che ho già scritto. Nonostante questo, rappresenta comunque un pezzo molto grande di me e del mio cuoricino.

Grazie per essere giunti fino a qui. Non vedo l’ora di condividere questa storia con tutti voi.

Alla prossima,
Ale

giovedì 6 aprile 2017

Consigli molto personali e poco seri per scrittori e aspiranti scrittori - Questione di merito

Tra le cose che avrei tanto voluto sapere prima di pubblicare il mio primo libro ce n'è una che ho imparato ad accettare solo di recente, e cioè:

IL MONDO DEI LIBRI NON HA A CHE FARE CON LA MERITOCRAZIA


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Quando hai scritto quello che consideri il nuovo
Harry Potter, e dunque attendi un contratto milionario con una casa editrice importante.

La regola generale dice che se ti impegni per dare il massimo, allora puoi raggiungere il tuo obiettivo. A scuola, nel lavoro, nella vita sentimentale: se lavori duro, se hai buone idee, se sei una brava persona, allora meriti di eccellere, e in un modo o nell'altro ci riuscirai.
(In molti casi, questa regola non viene applicata. La vita è difficile, e a volte crudele e stronza. Non devo insegnarvelo io.)
Nel mondo dei libri (più in generale, nel mondo delle Arti) questa regola, nel 95% dei casi, non è neppure contemplata.

Capita spesso che gli agenti letterari rifiutino di rappresentare l'autore di un libro perché sanno che sul mercato non c'è spazio per quella storia. Il rifiuto non ha a che fare né con lo scrittore (che magari è preparato, con esperienza, capace), né con la storia (che magari è avvincente, ben scritta, perfetta da un punto di vista stilistico).
Allo stesso modo, una casa editrice può decidere di destinare tante attenzioni ad un libro e al suo autore, e ciò non significa necessariamente che libro e scrittore meritino quelle attenzioni. Magari l'editore ha deciso di approfittare del fatto che quel genere letterario è particolarmente in voga (pensate ai libri pieni di vampiri durante gli anni di Twilight), oppure l'argomento del libro è uno di quelli scottanti che fanno vendere tante copie (pensate ai libri che parlano di terrorismo che spuntano in vetrina subito dopo un attentato).

Le librerie sono piene di gemme nascoste e di successi sopravvalutati. Sui vostri scaffali e nei vostri Kindle ci saranno sicuramente libri oggettivamente meravigliosi che meriterebbero maggiore successo, e libri promossi come capolavori, ma che in realtà non lo sono.
L'idea che un bel libro trovi sempre il suo spazio tra i lettori è una cosa idealista e romantica che non corrisponde sempre alla realtà. E anche se ciò può essere difficile da digerire e accettare, capirlo è necessario per mettere da parte alcune delle preoccupazioni legate alla scrittura.
Se la casa editrice Tizio ha rifiutato il mio libro, allora vuol dire che non so scrivere?
Caio ha pubblicato il suo giallo e io non riesco a pubblicare il mio fantasy: dovrei forse cambiare genere?
Perché Sempronio vende milioni di copie con un libro pieno di refusi, mentre io non riesco neppure a trovare un agente?
Soprattutto quando sei agli inizi, questi dilemmi possono farti perdere fiducia nelle tue capacità, oppure farti dubitare della storia che hai in testa.
Il mio consiglio, a tal proposito, è: ignora tutto e tutti, e concentrati sulla storia e sui personaggi. Scrivi con un solo obiettivo: finire quello che hai iniziato. Scrivi ciò che vorresti leggere, ciò che ti rende felice, ciò che pensi sia importante condividere.
La storia e i personaggi, per un autore, devono essere sempre una priorità. Anche in un mondo (quello dei libri, appunto) che non sempre premia, in termini di critica e di pubblico. le storie che meritano.

Ma Ale, allora vorresti dirmi che tutti i capolavori non meritano il successo che hanno/hanno avuto? Vorresti dire che i libri più belli sono quelli che nessuno si fila?
Assolutamente no.
In tanti casi, chi merita di avere successo arriva, prima o poi, ad averne. Lavorare sodo paga sempre, anche se la strada è in salita e piena di ostacoli, e le storie che meritano di brillare finiscono per farlo. Ma il punto non è neppure questo, per come la vedo io, perché ogni autore dovrebbe dare il 100% a prescindere dall'esito sperato. Ciò che voglio dire con questo post è: il merito non è l'unico fattore che contribuisce al successo di un libro o di un autore. A volte, non è neppure uno dei fattori che contribuiscono al successo di un libro o di un autore. Le gemme nascoste e i successi sopravvalutati ne sono una prova.
Proprio per questo, uno scrittore (o un aspirante scrittore) deve concentrarsi esclusivamente sulle due cose più importanti -- le uniche, forse, sulle quali può esercitare un potere: la storia e i personaggi.

Mi piacerebbe poter dire 'Se la tua storia merita, allora troverà dei lettori', ma la verità è che non è sempre così. Non esiste un legame tra merito ed esito positivo: accade nel mondo di tutti i giorni, e accade anche nel mondo dei libri.
Accettarlo e conviverci vi aiuterà ad affrontare meglio i rifiuti e gli ostacoli. Promesso.

Alla prossima settimana,
Ale

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Nelle puntate precedenti:
- Questione di schiena