giovedì 6 aprile 2017

Consigli molto personali e poco seri per scrittori e aspiranti scrittori - Questione di merito

Tra le cose che avrei tanto voluto sapere prima di pubblicare il mio primo libro ce n'è una che ho imparato ad accettare solo di recente, e cioè:

IL MONDO DEI LIBRI NON HA A CHE FARE CON LA MERITOCRAZIA


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Quando hai scritto quello che consideri il nuovo
Harry Potter, e dunque attendi un contratto milionario con una casa editrice importante.

La regola generale dice che se ti impegni per dare il massimo, allora puoi raggiungere il tuo obiettivo. A scuola, nel lavoro, nella vita sentimentale: se lavori duro, se hai buone idee, se sei una brava persona, allora meriti di eccellere, e in un modo o nell'altro ci riuscirai.
(In molti casi, questa regola non viene applicata. La vita è difficile, e a volte crudele e stronza. Non devo insegnarvelo io.)
Nel mondo dei libri (più in generale, nel mondo delle Arti) questa regola, nel 95% dei casi, non è neppure contemplata.

Capita spesso che gli agenti letterari rifiutino di rappresentare l'autore di un libro perché sanno che sul mercato non c'è spazio per quella storia. Il rifiuto non ha a che fare né con lo scrittore (che magari è preparato, con esperienza, capace), né con la storia (che magari è avvincente, ben scritta, perfetta da un punto di vista stilistico).
Allo stesso modo, una casa editrice può decidere di destinare tante attenzioni ad un libro e al suo autore, e ciò non significa necessariamente che libro e scrittore meritino quelle attenzioni. Magari l'editore ha deciso di approfittare del fatto che quel genere letterario è particolarmente in voga (pensate ai libri pieni di vampiri durante gli anni di Twilight), oppure l'argomento del libro è uno di quelli scottanti che fanno vendere tante copie (pensate ai libri che parlano di terrorismo che spuntano in vetrina subito dopo un attentato).

Le librerie sono piene di gemme nascoste e di successi sopravvalutati. Sui vostri scaffali e nei vostri Kindle ci saranno sicuramente libri oggettivamente meravigliosi che meriterebbero maggiore successo, e libri promossi come capolavori, ma che in realtà non lo sono.
L'idea che un bel libro trovi sempre il suo spazio tra i lettori è una cosa idealista e romantica che non corrisponde sempre alla realtà. E anche se ciò può essere difficile da digerire e accettare, capirlo è necessario per mettere da parte alcune delle preoccupazioni legate alla scrittura.
Se la casa editrice Tizio ha rifiutato il mio libro, allora vuol dire che non so scrivere?
Caio ha pubblicato il suo giallo e io non riesco a pubblicare il mio fantasy: dovrei forse cambiare genere?
Perché Sempronio vende milioni di copie con un libro pieno di refusi, mentre io non riesco neppure a trovare un agente?
Soprattutto quando sei agli inizi, questi dilemmi possono farti perdere fiducia nelle tue capacità, oppure farti dubitare della storia che hai in testa.
Il mio consiglio, a tal proposito, è: ignora tutto e tutti, e concentrati sulla storia e sui personaggi. Scrivi con un solo obiettivo: finire quello che hai iniziato. Scrivi ciò che vorresti leggere, ciò che ti rende felice, ciò che pensi sia importante condividere.
La storia e i personaggi, per un autore, devono essere sempre una priorità. Anche in un mondo (quello dei libri, appunto) che non sempre premia, in termini di critica e di pubblico. le storie che meritano.

Ma Ale, allora vorresti dirmi che tutti i capolavori non meritano il successo che hanno/hanno avuto? Vorresti dire che i libri più belli sono quelli che nessuno si fila?
Assolutamente no.
In tanti casi, chi merita di avere successo arriva, prima o poi, ad averne. Lavorare sodo paga sempre, anche se la strada è in salita e piena di ostacoli, e le storie che meritano di brillare finiscono per farlo. Ma il punto non è neppure questo, per come la vedo io, perché ogni autore dovrebbe dare il 100% a prescindere dall'esito sperato. Ciò che voglio dire con questo post è: il merito non è l'unico fattore che contribuisce al successo di un libro o di un autore. A volte, non è neppure uno dei fattori che contribuiscono al successo di un libro o di un autore. Le gemme nascoste e i successi sopravvalutati ne sono una prova.
Proprio per questo, uno scrittore (o un aspirante scrittore) deve concentrarsi esclusivamente sulle due cose più importanti -- le uniche, forse, sulle quali può esercitare un potere: la storia e i personaggi.

Mi piacerebbe poter dire 'Se la tua storia merita, allora troverà dei lettori', ma la verità è che non è sempre così. Non esiste un legame tra merito ed esito positivo: accade nel mondo di tutti i giorni, e accade anche nel mondo dei libri.
Accettarlo e conviverci vi aiuterà ad affrontare meglio i rifiuti e gli ostacoli. Promesso.

Alla prossima settimana,
Ale

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Nelle puntate precedenti:
- Questione di schiena

2 commenti :

  1. Parole santissime, Alessia! Condivido ogni virgola :) purtroppo il mondo dell'editoria è una vera e propria giungla... e spesso ha la meglio chi è capace di vendere il proprio prodotto, seppur non eccezionale, piuttosto che chi ha tra le mani qualcosa di davvero meritevole, ma poco vendibile >.< è una tristezza ma è così... ma se la scrittura è vera passione, allora si trova il modo di passarci sopra! Quello è l'importante :)

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    1. Il fatto (che molti di noi dimenticano, e che poi la realtà delle cose ti ricorda) è che gli editori sono imprenditori, e quindi devono ragionare anche in termini di profitto. Se Tizio vende più di Caio, allora la CE punterà su Tizio, anche se la storia di Caio merita di più. Brutto da digerire, forse, ma è così. E come dici tu, chi ama scrivere trova il modo di passarci sopra :)

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