martedì 12 dicembre 2017

E COSÌ, FORSE, SARAI FELICE - Teaser #1

E così, forse, sarai felice è il titolo del mio prossimo libro.
Salvo imprevisti, potrete leggerlo nella primavera del 2018.
Come ho avuto modo di dire qui e qui, questa è una storia a tratti molto personale, diversa da quelle che ho scritto finora. Mi piace definirla una storia nella storia nella storia.
Su Facebook ho anche parlato dell'età di due protagonisti: Rebecca ha 35 anni, Augusto ne ha 24.

Oggi sono qui per lasciarvi un estratto dal libro.
(Ciò che leggerete potrà subire delle piccole modifiche prima della pubblicazione.)

Grazie, e buona lettura.



“E qual è la tua specializzazione? Barman o addetto alla pulizia delle auto?”
“Nessuna delle due,” risponde Augusto. “Mi sto laureando in architettura. Questi lavoretti mi permettono di mantenermi all’università.”
“Ti stai laureando? Hai fatto con comodo, eh?” aggiungo per stuzzicarlo.
Lui unisce le sopracciglia. “Cioè? Cosa vuoi dire?”
“Stavo solo scherzando, tranquillo. Non sono nessuno per giudicare un trentenne che è ancora all’università. E poi non so nulla di te: questa potrebbe essere la tua seconda o terza laurea. Oppure-”
“Trentenne?” Augusto appoggia la spazzola sul sedile e si gira completamente verso di me. “Pensi che abbia trent’anni?”
“Perché, quanti ne hai? Trentuno? Trentadue?”
Il suo sguardo è carico di divertimento. La sua espressione è quella di chi si sta trattenendo dal ridere.
“Ho ventiquattro anni, Rebecca,” dice lui lentamente. “Sono in ritardo con gli studi, è vero, ma non così in ritardo.”
Non è possibile. Devo avere capito male. “Venti… Ventiquattro?”
“Proprio così. Pensavi davvero che fossi più grande?”
Deve essere colpa della barba. O della voce. O dei tatuaggi. O delle sue braccia toniche. O del fatto che neanche per un istante, quando eravamo nudi insieme, ho pensato che potesse essere così giovane.
“Hai davvero ventiquattro anni?” chiedo, e Augusto scoppia a ridere.
Poi si avvicina. Dalla tasca posteriore dei jeans estrae il portafoglio. Lo apre, afferra la patente. “Ecco,” dice quando me la mostra. “La mia data di nascita è lì.”
25 luglio 1993.
“Io ero in prima media quando tu sei nato,” mormoro, facendo i conti ad alta voce.
Lui annuisce appena. “Ok.”
“Ok? La cosa non ti sorprende?”
“No.”
“No?”
“No,” ripete sorridendo. “Sapevo che eri più grande di me, Rebecca. Dopo un po’ l’ho capito.”
“Da cosa? Dal mio aspetto? Dal mio modo di parlare?”
Mi sta dicendo che sono vecchia? O meglio: me la sto prendendo perché odio l’idea di sentirmi vecchia a trentacinque anni?
Augusto passa una mano sulla barba, in corrispondenza del mento. Inclina il capo per trovare il mio sguardo. Mi sorride.
Come fa ad avere ventiquattro anni? Non è vero. Non voglio che sia vero.
Senza smettere di sorridere, Augusto fa un passo in avanti.
“L’ho capito dal modo in cui abbiamo scopato,” dice a voce bassa. “Dal modo in cui ti sei spogliata, con sicurezza. Dal modo in cui mi hai baciato subito dopo, senza timidezza. L’ho capito da come mi guardavi mentre indossavo il profilattico: non eri a disagio, non hai spostato gli occhi. E l’ho capito da come ti muovevi, da come mi hai fatto sentire, da tutto quello che… Nove volte su dieci, quando faccio sesso con una ragazza della mia età, è come se dovessi prendermi cura non solo del suo corpo, ma anche del suo spirito, della sua anima. Con te, invece, ho capito subito che non avevi bisogno di un uomo del genere, che non eri insicura, che non cercavi qualcuno capace di accudirti o coccolarti. Volevi qualcuno in grado di farti godere, punto. Non hai avuto problemi a farmelo capire, e non ne hai avuti neanche alla fine, quando è stato il momento di salutarci. Tutto questo mi ha fatto pensare che non non sei una ragazza. Sei una donna. Una più grande di me. Una che ha sicuramente più esperienza. Una che, in ogni caso, sa quello che vuole.” Augusto prende fiato. Si bagna le labbra. “Ho sbagliato?”

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Ha sbagliato? Chi lo sa...
(Io lo so, voi lo scoprirete tra qualche mese 😄)

E così, forse, sarai felice è già disponibile su Goodreads. Aggiungetelo alle cose da leggere, se non l'avete ancora fatto.

Ancora grazie.
Alla prossima,
Ale

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